1. Prima pagina
  2. Incidenti
  3. La corte d’appello considera l’agente di acquisto uno strumento dell’utente
Registro degli incidenti · Sentenza

La corte d’appello considera l’agente di acquisto uno strumento dell’utente

Annullando l’ordinanza ottenuta da Amazon contro Comet, l’assistente di Perplexity, il Nono Circuito ha stabilito che è l’utente, non l’agente, ad accedere a un sito.

In una decisione riassunta ad agosto dallo studio legale Ballard Spahr, la corte d’appello del Nono Circuito ha annullato un’ingiunzione ottenuta da Amazon contro Comet, l’assistente di navigazione di Perplexity. Il ragionamento della corte si è basato sulla legge federale contro l’accesso informatico non autorizzato.

Qui non si è verificato alcun guasto: il caso riguarda la responsabilità. Secondo la corte, in base a quella legge è la persona che dirige l’agente a effettuare l’accesso, mentre l’agente funge soltanto da strumento. Di conseguenza, le azioni compiute dall’agente in un account autenticato sono considerate azioni del titolare, nel bene e nel male.

La sentenza non si pronuncia sulle contestazioni contrattuali di Amazon, compresa la questione se gli agenti violino le condizioni stabilite da un sito per i propri utenti; tali contestazioni restano aperte. Non è ancora chiaro come si pronunceranno le altre corti sugli agenti, né se lo stesso ragionamento verrà applicato anche al di fuori degli acquisti online.

Chi è stato coinvolto

Utenti e creatori di agenti per gli acquisti

La lezione: Dai per scontato che tutto ciò che il tuo agente fa all’interno di un account aperto a tuo nome venga considerato una tua condotta. Concedigli solo i permessi che useresti volentieri di persona.