Una corte d’appello federale ha annullato l’ingiunzione ottenuta da Amazon contro Comet, l’assistente per browser creato da Perplexity. Lo riferiscono un aggiornamento di agosto dello studio legale Ballard Spahr e un’analisi di Major Matters. La Corte d’appello del Nono Circuito ha ritenuto che, ai fini della legge federale contro gli accessi informatici, ad accedere al sito sia la persona che impartisce istruzioni all’agente.
Nel ragionamento della corte, l’agente è uno strumento e l’utente è chi agisce. La sentenza non stabilisce se gli agenti violino i termini imposti da un sito ai suoi visitatori: la causa contrattuale di Amazon contro Perplexity prosegue. Offre però un primo indizio su come i tribunali potrebbero attribuire le responsabilità quando un agente opera all’interno dell’account di una persona.
La decisione arriva nel pieno di una disputa più ampia sugli acquisti affidati agli agenti. Amazon si è opposta a diversi agenti sul proprio negozio, fra cui Comet e gli strumenti di OpenAI e Google. A settembre ha poi bloccato Muse di Meta, dopo che Meta si è rifiutata di escludere Amazon dalle funzioni di acquisto dell’agente.
Dai per scontato che la legge consideri ciò che fa il tuo agente con le tue credenziali come un’azione tua. Concedigli soltanto i poteri che saresti disposto a esercitare di persona.