L’8 settembre Meta ha presentato Muse, proponendolo come un agente personale per le commissioni quotidiane: fare acquisti, vendere su Facebook Marketplace, organizzare attività e gestire messaggi. È disponibile su WhatsApp e tramite una nuova app indipendente, la cui versione per iPhone è stata recensita da 9to5Mac, oltre che su Mac e su muse.ai. La memoria è condivisa fra tutte le piattaforme.
L’utilizzo viene conteggiato in quote settimanali di token, non in attività. Il piano gratuito offre 100 milioni di token a settimana; Muse Power porta la quota a 500 milioni per $20 al mese e Muse Maximum a 3 miliardi per $100 al mese. I due piani a pagamento offrono le stesse funzionalità. Per usare anche il piano gratuito è necessario aggiungere una carta di pagamento.
Muse è riservato agli adulti residenti in Canada o negli Stati Uniti; Meta non ha indicato quando arriverà in altri Paesi. Ogni account funziona sulla propria Muse Secure VM nel cloud di Meta. Nel giro di poche settimane l’app è salita al primo posto sull’App Store, ma non sono mancati i primi problemi: una disputa con Amazon e la divulgazione dell’indirizzo di un utente.
Per gli adulti in Canada o negli Stati Uniti, Muse è il modo meno costoso per provare un agente di un grande laboratorio AI. Prima di affidargli la prima commissione, imposta limiti chiari alla condivisione e alle spese.